MILANO (MF-DJ)--"Ci risulterebbe che nel prossimo Cda di
Telecom I.
programmato il prossimo 2 dicembre nell'ordine del giorno figurerebbe
anche la cessione della partecipata Telecom Argentina. Asati ha gia' in
piu' occasioni sottolineato la assoluta inopportunita' di cedere questa
importante partecipata sia per i brillanti risultati economici sia per la
posizione strategica in Sud America insieme con il Brasile. Dai risultati
economici a settembre 2009 si deduce che i ricavi annui ammonteranno a
circa 2,1 mld euro, con Ebitda di circa 680 mln e con una crescita
dell'ordine del 15% dei principali indicatori economici, con un
indebitamento praticamente azzerato".
Lo afferma in una nota l'associazione dei piccoli azionisti di Telecom
I. aggiungendo che "d'altronde, a seguito della promessa cessione di
Hansenet a
Telefonica, di cui peraltro i reali dettagli economico
finanziari non sono completamente chiari, lo sviluppo estero di Telecom
Italia e' legato unicamente alla presenza in Sud America in particolare
Argentina e Brasile. In ogni caso dai dati economici disponibili, anche
applicando multipli inferiori a quelli della recente acquisizione della
brasiliana GVT da parte di
Vivendi, si deduce un valore della
partecipazione di
Telecom Italia in Telecom Argentina non inferiore a 900
mln".
"Se entro il corrente anno - continua l'associazione - dovessero
pervenire a
Telecom Italia le offerte per la vendita della quota in
Telecom Argentina, vendita "forzata" dall'Antitrust argentino, invitiamo i
Vertici Esecutivi di
Telecom Italia ad iniziare immediatamente un'azione
legale contro la Telco per il potenziale danno che tale vendita
arrecherebbe a
Telecom Italia, essendo tale vendita causata dalla presenza
di
Telefonica in Telco, la quale tra l'altro ancora in data 28 agosto 2009
affermava come infondate le motivazioni e le conclusioni del Ministero
Argentino. Del resto Asati recentemente in occasione del rinnovo del patto
aveva invitato i soci Italiani di Telco a non rinnovare il patto".
"Inoltre - aggiunge l'Asati - invitiamo tutti i componenti del cda in
quota Telco ad astenersi da qualsiasi eventuale votazione riguardante la
vendita e le valutazioni delle offerte ricevute unitamente ai consiglieri
Baratta e Berger in quanto sfiduciati dal II maggiore azionista di TI che
li ha presentati nella sua lista (La Findim). Facciamo inoltre osservare
che nel presentare il piano industriale triennale 2009-2011, prima nel
CDA, poi alla comunita' finanziaria il 3 dicembre 2008, era stato detto
dal dottor Bernabe': "consolidamento della partecipazione in Telecom
Argentina con il supporto di un partner locale. L'operazione non
comportera' esborsi finanziari per Telecom, esercitando anche l'esercizio
della call option e il conseguente aumento della quota di azioni in
Sofora". Precedentemente 7 marzo 2008 sia alla Consob sia alla Sec era
stato depositato un documento che riportava "possible increase of exposure
to the Argentine TLC market through an increse of the stake in Sofora".
"L'eventuale necessita' di dover alienare tale partecipazione entro
agosto 2010 per soddisfare l'imposizione dell'Antitrust Argentino
sicuramente condurrebbe a valori potenziali di cessione sicuramente molto
inferiori a quelli ottenibili senza vincoli e senza deadline, lontano
cioe' dai 900 mln, con un danno rilevante, per tutti gli azionisti di
minoranza fuori Telco, di cui sarebbe chiamato a rispondere gli
Amministratori e l'intero consiglio di Amministrazione. L'urgenza di
questa operazione sembrerebbe soddisfare il principio dei vasi comunicanti
"le perdite di Hansenet, 540 mln derivanti dall'avviamento, verrebbero
compensate dalla cessione della partecipazione di Telecom Argentina ed
altre attivita', per soddisfare la strategia dello spezzatino telefonico
di infausta memoria e quindi senza alcuna visione di strategie di
sviluppo", conclude l'associazione.
Com/mur
(fine)
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