MILANO (MF-DJ)--La ricerca di
B.P.Milano di un soggetto per la fusione
continua anche se al momento la situazione appare molto fluida e il
candidato piu' accreditato,
Unipol, divide le rappresentanze sindacali
dell'istituto guidato da Roberto Mazzotta.
La bocciatura a sorpresa del progetto di aggregazione tra
Bpm e Bper ha
lasciato profondi segni e incomprensioni all'interno dei dipendenti soci
dell'istituto milanese. Divergenze che, come un fiume carsico, ogni tanto
riemergono rendendo difficile il raggiungimento di una concordia interna
necessaria per poter concludere qualsiasi deal e che hanno portato anche
ad una spaccatura nel principale sindacato della banca, la Fabi, con
alcuni dei suoi iscritti che hanno deciso di aderire ad altre sigle.
Al di la' dei 40 nomi individuati da LB e dalla short list che dovra'
essere realizzata dal Comitato Strategico della
Bpm, nato dopo il
fallimento dell'operazione Bper proprio per valutare eventuali
aggregazioni, il nome piu' gettonato negli ultimi tempi e' quello di
Unipol. Il gruppo bolognese pero' non trova il gradimento di una parte
consistente dei dipendenti soci e dei sindacati che li rappresentano.
Secondo fonti interne alla banca si starebbero gia' delineando gli
schieramenti per un eventuale confronto. Ferme restando le prerogative
societarie della banca milanese, e il fatto che qualsiasi fusione non vada
ad intaccare le caratteristiche cooperative dell'istituto, i sindacati
esprimono diverse posizioni.
Al momento non ci sarebbero posizioni ufficiali ma le grandi manovre
sarebbero gia' cominciate per capire chi sta con chi. A quanto si e'
appreso la Fisac (Cgil) sarebbe quella piu' favorevole ad una aggregazione
con
Unipol e "spingerebbe" in tal senso. La Fabi e la Fiba (Cisl) in linea
di massima sarebbero favorevoli a
Unipol a patto che vengano rispettate le
caratteristiche della banca mentre la Falcri in linea di massima sarebbe
contraria al progetto ma prima di prendere una posizione definitiva
vorrebbe avere elementi piu' precisi. Del tutto contraria al deal con
Unipol invece la Uilca e i "secessionisti" della Fabi.
La partita e' ancora lunga e qualcuno in
Bpm sospetta che attualmente
siano in atto "politiche di bottega partitica" piu' che il perseguimento
degli interessi della banca.
mcn
(fine)
MF-DJ NEWS